Nasrudin non amava le guerre ed era sempre riuscito ad evitarle con degli stratagemmi. Ma qualche volta capitava che alla casa del tè gli uomini iniziassero a raccontare le proprie smargiassate sull'ultima campagna. Quella sera un tizio raccontò d'aver disarcionato e ucciso sei cavalieri. Un altro, nonostante sanguinasse da tutte le parti, giurò d'aver lasciato sul campo di battaglia sette nemici. A star bene a sentire le loro bravate, sembrava proprio che la guerra fosse un divertimento.
"E tu" - chiese un soldato a Nasrudin - "che imprese ci racconti?"
"Ah, beh, io" - rispose Nasrudin - "una volta ho tagliato una gamba a un guerriero che era il doppio di me."
"Una gamba?" - fece l'uomo stupito - "e perchè non gli hai tagliato la testa?"
"Perchè quello l'aveva già fatto un altro poco prima" - rispose Nasrudin -
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venerdì 7 ottobre 2011
sabato 1 ottobre 2011
Nasrudin, la levatrice e i gemelli
Il giorno che sua moglie avrebbe messo al mondo il primo figlio, Nasrudin era nervosissimo. Stava sul punto di uscire di casa quando la levatrice gli rivolse queste parole: "Aspetta, non andartene, la mia assistente oggi è malata. Vieni tu a darmi una mano. Non devi fare altro che reggere la candela."
Nasrudin avrebbe voluto filarsela, ma non potè, dato che la gravidanza della moglie era anche affar suo. Fu così che, con mano tremante si avvicinò al letto e vide nascere il primogenito.
"Aspetta un attimo" - fece la levatrice - "fai ancora luce, non vedi che ce n'è un altro?" Mentre diceva questo, la donna tirò fuori un secondo bambino, gemello del primo.
"Vieni ancora più vicino" - proseguì la donna - " vediamo se ce n'è un terzo."
A quel punto Nasrudin soffiò sulla candela e la stanza piombò nel buio.
"Ma che fai?" - urlò la levatrice - "Accendi la candela, non vedo più niente."
"Accendere la candela?" - le fece eco Nasrudin - "ma neanche morto. Non vedi che la luce li attira?"
Nasrudin avrebbe voluto filarsela, ma non potè, dato che la gravidanza della moglie era anche affar suo. Fu così che, con mano tremante si avvicinò al letto e vide nascere il primogenito.
"Aspetta un attimo" - fece la levatrice - "fai ancora luce, non vedi che ce n'è un altro?" Mentre diceva questo, la donna tirò fuori un secondo bambino, gemello del primo.
"Vieni ancora più vicino" - proseguì la donna - " vediamo se ce n'è un terzo."
A quel punto Nasrudin soffiò sulla candela e la stanza piombò nel buio.
"Ma che fai?" - urlò la levatrice - "Accendi la candela, non vedo più niente."
"Accendere la candela?" - le fece eco Nasrudin - "ma neanche morto. Non vedi che la luce li attira?"
mercoledì 28 settembre 2011
Nasrudin e il commercio degli asini
Un noto mercante d'asini quella domenica mattina scoprì che Nasrudin, a pochi metri di distanza da lui, si era messo a vendere gli stessi animali. Il problema era però che li vendeva meno cari. Per cercare di essere competitivo, il mercante si mise a truffare gli allevatori, ma gli asini di Nasrudin venivano ancora offerti a un prezzo più basso. Furioso, cercò di tagliare le spese, comprando dell'avena più scadente, ma le bestie del vicino costavano ancora meno delle sue. A quel punto cominciò a ridurre la paga degli impiegati, qualcuno lo licenziò pure, ma gli asini di Nasrudin erano sempre là, più a buon mercato di sempre.
In preda a un attacco di rabbia, andò dal suo concorrente e gli gridò in faccia: "Senti, ho fatto l'impossibile per cercare di batterti, ho lucrato su tutto, ho truffato i miei fornitori, i miei stallieri, i mercanti d'avena, ma non riesco a vendere un animale. Dimmi la verità, come fai tu ad avere quei prezzi?"
"Come faccio io a tenere i prezzi così bassi?" - rispose serafico Nasrudin- "Semplice. Io gli asini li rubo."
In preda a un attacco di rabbia, andò dal suo concorrente e gli gridò in faccia: "Senti, ho fatto l'impossibile per cercare di batterti, ho lucrato su tutto, ho truffato i miei fornitori, i miei stallieri, i mercanti d'avena, ma non riesco a vendere un animale. Dimmi la verità, come fai tu ad avere quei prezzi?"
"Come faccio io a tenere i prezzi così bassi?" - rispose serafico Nasrudin- "Semplice. Io gli asini li rubo."
venerdì 16 settembre 2011
Nasrudin e il sapiente di turno
Nasrudin era appena arrivato nella piazza del mercato per vendere le sue uova quando vede in lontananza un circolo di persone intorno a uno sconosciuto. S'informa e viene a sapere che era arrivato in città un gran sapiente che sfidava chiunque al gioco delle domande incrociate. Tutti potevano sottoporgli un quesito e se lui avesse saputo rispondere avrebbe guadagnato un uovo, in caso contrario avrebbe risarcito lo sfidante con un animale da cortile. A giudicare dalla stia ancora piena di pollame e dal cesto che traboccava di uova, si capiva che il tipo era preparato. Nasrudin si fa avanti e chiede all'uomo di fargli la prima domanda.
"Qual è la distanza tra la terra e la stella più vicina?" - chiede il sapiente -
Nasrudin non sa rispondere, scuote la testa e mette un uovo nella cesta del sapiente. Ora toccava a lui chiedere. La sua domanda fu questa: "Cos'è che sale sulla cima della montagna con quattro gambe e ne discende con sette?"
Il saggio ci pensa a lungo ma alla fine si arrende. Allora Nasrudin apre la stia e si prende un bel tacchino.
"Un momento" - fa l'uomo - "aspetta un attimo, qual'è la risposta alla tua domanda?"
Senza dire una parola, Nasrudin mette un uovo nella cesta del sapiente e se ne va col tacchino.
"Qual è la distanza tra la terra e la stella più vicina?" - chiede il sapiente -
Nasrudin non sa rispondere, scuote la testa e mette un uovo nella cesta del sapiente. Ora toccava a lui chiedere. La sua domanda fu questa: "Cos'è che sale sulla cima della montagna con quattro gambe e ne discende con sette?"
Il saggio ci pensa a lungo ma alla fine si arrende. Allora Nasrudin apre la stia e si prende un bel tacchino.
"Un momento" - fa l'uomo - "aspetta un attimo, qual'è la risposta alla tua domanda?"
Senza dire una parola, Nasrudin mette un uovo nella cesta del sapiente e se ne va col tacchino.
venerdì 9 settembre 2011
Nasrudin, sua figlia e la guardia del re
Quel giorno Nasrudin si stava godendo il fresco in riva al fiume, mentre la figlia infilzava l'esca all'amo, prima di lanciare la lenza in acqua. Improvvisamente alle loro spalle comparve una guardia che si rivolse alla bambina con questa durezza: "Non l'hai letto il cartello? Il re ha proibito a tutti i sudditi la pesca in questo tratto di fiume. Alzati, devi seguirmi in caserma."
"Ma io non stavo pescando" - si difese la ragazzina -
"Non prendermi in giro" - proseguì la guardia - "Non lo vedo che hai con te tutta l'attrezzatura necessaria? Avanti, alzati e seguimi."
A quel punto Nasrudin si rivolse all'uomo con queste parole:
"Se ti azzardi a portar via mia figlia ti denuncerò per stupro."
"Per stupro? Ma se non l'ho neanche toccata" - ribattè la guardia -
"Naturalmente" - proseguì Nasrudin - "però hai con te tutta l'attrezzatura necessaria per farlo."
"Ma io non stavo pescando" - si difese la ragazzina -
"Non prendermi in giro" - proseguì la guardia - "Non lo vedo che hai con te tutta l'attrezzatura necessaria? Avanti, alzati e seguimi."
A quel punto Nasrudin si rivolse all'uomo con queste parole:
"Se ti azzardi a portar via mia figlia ti denuncerò per stupro."
"Per stupro? Ma se non l'ho neanche toccata" - ribattè la guardia -
"Naturalmente" - proseguì Nasrudin - "però hai con te tutta l'attrezzatura necessaria per farlo."
giovedì 8 settembre 2011
Nasrudin fa le veci del Cadì
Quella volta che il giudice finì sbalzato di sella contro un platano, il villaggio si ritrovò senza un cadì. Dopo un lungo consulto, il consiglio dei saggi decise che l'unica persona in grado di amministrare ad interim la giustizia, fosse Nasrudin.
Ovviamente lui accettò e, per niente emozionato, si recò in Tribunale per il primo incarico da magistrato. Sentite le parti, i testimoni e la requisitoria, chiamò al suo tavolo l'avvocato dell'accusa e gli disse:
"Allunga una mano verso di me"
"Non capisco" - fece sbalordito l'uomo -
"Allunga la mano" - insistette Nasrudin -
L'uomo allungò la mano e Nasrudin gli mise nel palmo cinque denari. Quindi gli richiuse la mano.
"Ma che significa?" - chiese sbalordito l'avvocato dell'accusa -
"Significa che tu mi hai dato quindici denari per influenzare il processo, mentre l'avvocato della difesa me ne ha dati dieci" - rispose Nasrudin - "Ora siete pari, per cui il giudizio sarà perfettamente equo."
Ovviamente lui accettò e, per niente emozionato, si recò in Tribunale per il primo incarico da magistrato. Sentite le parti, i testimoni e la requisitoria, chiamò al suo tavolo l'avvocato dell'accusa e gli disse:
"Allunga una mano verso di me"
"Non capisco" - fece sbalordito l'uomo -
"Allunga la mano" - insistette Nasrudin -
L'uomo allungò la mano e Nasrudin gli mise nel palmo cinque denari. Quindi gli richiuse la mano.
"Ma che significa?" - chiese sbalordito l'avvocato dell'accusa -
"Significa che tu mi hai dato quindici denari per influenzare il processo, mentre l'avvocato della difesa me ne ha dati dieci" - rispose Nasrudin - "Ora siete pari, per cui il giudizio sarà perfettamente equo."
lunedì 5 settembre 2011
La condanna di Nasrudin
Una donna di nome Samira citò in giudizio Nasrudin per averla chiamata "vecchia scrofa". Quest'ultimo fu riconosciuto colpevole e venne condannato a pagarle i danni. Emessa la sentenza, Nasrudin chiese al Cadì: "Questo sta a significare che da oggi in poi non potrò più chiamare Samira vecchia scrofa?"
"Esattamente" - gli rispose il giudice -
"E questo significa anche" - proseguì Nasrudin - "che io non posso chiamare una vecchia scrofa Samira?"
"No, questo no" - disse il Cadì - "sei libero di chiamare una vecchia scrofa Samira, dal momento che il codice non lo considera un reato."
Allora Nasrudin guardò negli occhi la donna, le sorrise e le disse: "Buona giornata anche a te, Samira."
"Esattamente" - gli rispose il giudice -
"E questo significa anche" - proseguì Nasrudin - "che io non posso chiamare una vecchia scrofa Samira?"
"No, questo no" - disse il Cadì - "sei libero di chiamare una vecchia scrofa Samira, dal momento che il codice non lo considera un reato."
Allora Nasrudin guardò negli occhi la donna, le sorrise e le disse: "Buona giornata anche a te, Samira."
domenica 14 agosto 2011
Nasrudin parte volontario
Il re fece annunciare che avrebbe dato in sposa la figlia più bella, insieme a dieci forzieri d'oro e a venti ettari di terre fertili a chi avesse recapitato urgentemente un messaggio a suo fratello che era stato catturato nel nord del regno. Ovviamente il viaggio non era di tutto riposo. Il candidato avrebbe dovuto attraversare regioni malariche, sabbie mobili, montagne infestate da banditi e boschi in cui gli spettri erano di casa. Solo chi avesse superato tutte quelle prove avrebbe avuto il futuro assicurato.
Sentita la notizia, Nasrudin uscì di casa diretto verso il palazzo reale. Fu visto correre come un forsennato, urtando i passanti e rovesciando i banchi del mercato, come se avesse il fuoco alle calcagna. Spostò violentemente le sentinelle, salì a perdifiato lo scalone, entrò nel palazzo, eluse le guardie reali e finalmente arrivò nella sala del trono. Lì, a spintoni, si aprì la strada tra buffoni e cortigiani quindi, con i capelli arruffati, tutto trafelato, si trovò finalmente davanti al re in persona. A quel punto gli gridò: "Se lo tolga pure dalla testa, Maestà. Io non ci vado."
Sentita la notizia, Nasrudin uscì di casa diretto verso il palazzo reale. Fu visto correre come un forsennato, urtando i passanti e rovesciando i banchi del mercato, come se avesse il fuoco alle calcagna. Spostò violentemente le sentinelle, salì a perdifiato lo scalone, entrò nel palazzo, eluse le guardie reali e finalmente arrivò nella sala del trono. Lì, a spintoni, si aprì la strada tra buffoni e cortigiani quindi, con i capelli arruffati, tutto trafelato, si trovò finalmente davanti al re in persona. A quel punto gli gridò: "Se lo tolga pure dalla testa, Maestà. Io non ci vado."
sabato 6 agosto 2011
Nasrudin e il re defunto
Nasrudin stava zappando l'orto, quando un passante gli chiede:
"Ho appena saputo che il re è deceduto. Ma che malattia aveva?"
Nasrudin, continuando a zappare, rispose così: "Non sapevo neanche perchè era vivo, figurati se so di che è morto."
"Ho appena saputo che il re è deceduto. Ma che malattia aveva?"
Nasrudin, continuando a zappare, rispose così: "Non sapevo neanche perchè era vivo, figurati se so di che è morto."
mercoledì 3 agosto 2011
Nasrudin e il prezzo di un giudice
Il cadì della città un giorno cercò di compromettere Nasrudin con questa domanda: "Se io fossi uno schiavo, che cifra saresti disposto a sborsare per riscattarmi?"
"Due monete d'oro" - fu la risposta di Nasrudin -
"Due monete d'oro?" - scoppiò a ridere il cadì - "ma lo sai che solo il mio abito vale due monete d'oro?"
"Appunto" - fece Nasrudin -
"Due monete d'oro" - fu la risposta di Nasrudin -
"Due monete d'oro?" - scoppiò a ridere il cadì - "ma lo sai che solo il mio abito vale due monete d'oro?"
"Appunto" - fece Nasrudin -
domenica 31 luglio 2011
Nasrudin, il re e l'aldilà
Ogni volta che incontrava il re, volavano sempre scintille, ma quella volta Nasrudin rischiò veramente di finire appeso. Quando il sovrano gli chiese se dopo la sua morte sarebbe andato in paradiso o all'inferno, Nasrudin ebbe il coraggio di rispondergli: "Secondo me andrete all'inferno."
Il re andò su tutte le furie, lo insultò con le più turpi parole ed aveva già sguainato la spada per mozzargli la testa, quando, per intercessione del gran visir, si trattenne. Man mano che il clima infuocato si andava calmando, Nasrudin aggiunse:
"Mi spiace che le mie parole siano state fraintese, maestà. Volevo semplicemente dire che, dato che avete fatto impiccare parecchia gente, immagino che a tutti questi si apriranno le porte del paradiso.
E sono talmente tanti che sarebbe pericoloso ritrovarseli davanti nell'aldilà. E' proprio per la vostra incolumità che prima mi sono permesso di consigliarvi di finire all'inferno."
Il re andò su tutte le furie, lo insultò con le più turpi parole ed aveva già sguainato la spada per mozzargli la testa, quando, per intercessione del gran visir, si trattenne. Man mano che il clima infuocato si andava calmando, Nasrudin aggiunse:
"Mi spiace che le mie parole siano state fraintese, maestà. Volevo semplicemente dire che, dato che avete fatto impiccare parecchia gente, immagino che a tutti questi si apriranno le porte del paradiso.
E sono talmente tanti che sarebbe pericoloso ritrovarseli davanti nell'aldilà. E' proprio per la vostra incolumità che prima mi sono permesso di consigliarvi di finire all'inferno."
giovedì 28 luglio 2011
Nasrudin e i vicini da fiuto
Quella sera Nasrudin si mise a letto senza aver cenato. Era freddo e sotto una coperta neanche troppo pesante si mise a pensare:
"Se solo avessi un po' di verdure, mi farei una bella zuppa calda profumata al cumino, così smetterei di tremare. La manderei giù tutta d'un fiato, poi mi addormenterei."
Nel dormiveglia il suo volto aveva raggiunto un'espressione estatica, quando qualcuno bussò alla porta. Andò ad aprire e si trovò davanti il figlio del vicino che dopo averlo salutato gli disse:
"Mia madre mi manda a chiedere se non ti avanza un po' di zuppa calda, dato che a noi resta solo un pezzo di pane."
Nasrudin si fece serio e rispose:
"E' incredibile. Con la fame avete sviluppato un olfatto tale che riuscite anche a fiutare i miei pensieri!"
"Se solo avessi un po' di verdure, mi farei una bella zuppa calda profumata al cumino, così smetterei di tremare. La manderei giù tutta d'un fiato, poi mi addormenterei."
Nel dormiveglia il suo volto aveva raggiunto un'espressione estatica, quando qualcuno bussò alla porta. Andò ad aprire e si trovò davanti il figlio del vicino che dopo averlo salutato gli disse:
"Mia madre mi manda a chiedere se non ti avanza un po' di zuppa calda, dato che a noi resta solo un pezzo di pane."
Nasrudin si fece serio e rispose:
"E' incredibile. Con la fame avete sviluppato un olfatto tale che riuscite anche a fiutare i miei pensieri!"
martedì 26 luglio 2011
Nasrudin, il re e la gazzella
Le battute di caccia del re erano pubbliche e seguitissime, dato che gli animali uccisi venivano dati in dono ai sudditi. Quella mattina il sole era già alto e il sovrano non aveva ancora abbattuto nessuna preda, quando da un cespuglio sbucò una bellissima gazzella. Il re prese la mira e scoccò la freccia, ma nonostante la vicinanza, riuscì a mancare l'animale. Si sentì un brusìo, ma nessuno si azzardò a commentare la figuraccia del sovrano.
Solo Nasrudin esclamò: "Però, che bravura!"
Sentendo quelle parole, il re gli puntò contro l'arco chiedendogli: "Ma mi stai prendendo in giro?"
"Niente affatto, maestà" - gli rispose Nasrudin - "è che mi stavo complimentando con la gazzella per essere riuscita a schivare un tiro così insidioso."
Solo Nasrudin esclamò: "Però, che bravura!"
Sentendo quelle parole, il re gli puntò contro l'arco chiedendogli: "Ma mi stai prendendo in giro?"
"Niente affatto, maestà" - gli rispose Nasrudin - "è che mi stavo complimentando con la gazzella per essere riuscita a schivare un tiro così insidioso."
domenica 24 luglio 2011
Nasrudin, i cocomeri e le ghiande
Quel giorno Nasrudin era seduto all'ombra di un'enorme quercia quando l'occhio gli cadde sui cocomeri del suo orto. "Ma tu guarda" - disse tra sè e sè - "quella pianticella strisciante dà dei frutti che faccio fatica a sollevare, mentre questa quercia maestosa produce delle ghiande piccole come ciliegie. Chissà perchè la natura ha commesso questa svista."
Non aveva ancora compiuto la frase che, dalla quercia, gli piovve sul capo una ghianda.
Per Nasrudin fu un'illuminazione, balzò in piedi, alzò le braccia al cielo ed esclamò: "Che Dio sia lodato, adesso capisco. La Natura ha fatto le cose a pennello. Se invece della ghianda mi fosse caduto in testa un cocomero, sarei finito come Aziz, lo scemo del villaggio."
Non aveva ancora compiuto la frase che, dalla quercia, gli piovve sul capo una ghianda.
Per Nasrudin fu un'illuminazione, balzò in piedi, alzò le braccia al cielo ed esclamò: "Che Dio sia lodato, adesso capisco. La Natura ha fatto le cose a pennello. Se invece della ghianda mi fosse caduto in testa un cocomero, sarei finito come Aziz, lo scemo del villaggio."
venerdì 22 luglio 2011
Nasrudin e il letto del discepolo
Un giorno alla porta di Nasrudin andò a bussare un giovane che lo implorò con queste parole: "Ti prego, voglio imparare tutto quello che sai, voglio diventare sapiente come te, per favore, fammi venire ad abitare nella tua casa. Non creerò alcun disturbo e, se solo me lo chiederai, darò una mano per i lavori domestici."
"Naturalmente dovrai farti il letto" - fu l'osservazione di Nasrudin -
"Certo" - s'affrettò il ragazzo - "non mancherò di farmelo."
"Bene" - concluse Nasrudin - "allora eccoti quattro tavole, il martello e i chiodi."
"Naturalmente dovrai farti il letto" - fu l'osservazione di Nasrudin -
"Certo" - s'affrettò il ragazzo - "non mancherò di farmelo."
"Bene" - concluse Nasrudin - "allora eccoti quattro tavole, il martello e i chiodi."
martedì 19 luglio 2011
Le due mogli di Nasrudin
Un bel giorno Nasrudin, benchè fosse sposato, s'innamorò di una ragazza e, dato che la legge glielo permetteva, sposò anche questa.
Fin da subito la convivenza tra le due donne si rivelò impegnativa e la quiete familiare fu messa a dura prova. La più giovane delle mogli, per sopravanzare la rivale, un giorno fece a Nasrudin questa domanda: "Se noi tre stessimo facendo una traversata in barca e improvvisamente il battello si capovolgesse, tu chi salveresti tra noi due?" Nasrudin si accarezzò la barba, quindi guardò la più vecchia, poi posò lo sguardo sulla più giovane, poi riguardò la più vecchia e, rivolgendosi a quest'ultima disse queste parole: "Se non ricordo male, tu nuoti benino, no?"
Fin da subito la convivenza tra le due donne si rivelò impegnativa e la quiete familiare fu messa a dura prova. La più giovane delle mogli, per sopravanzare la rivale, un giorno fece a Nasrudin questa domanda: "Se noi tre stessimo facendo una traversata in barca e improvvisamente il battello si capovolgesse, tu chi salveresti tra noi due?" Nasrudin si accarezzò la barba, quindi guardò la più vecchia, poi posò lo sguardo sulla più giovane, poi riguardò la più vecchia e, rivolgendosi a quest'ultima disse queste parole: "Se non ricordo male, tu nuoti benino, no?"
lunedì 18 luglio 2011
La buona parola di Nasrudin
Un uomo trafelato, visibilmente in fuga, passò vicino a Nasrudin e gli chiese aiuto con queste parole: "Per favore, proteggimi. Sono inseguito da due sicari che vogliono uccidermi."
"Entra pure in casa" - gli disse Nasrudin indicandola col dito -
Senza farselo dire due volte, l'uomo varca la soglia ed entra.
Nasrudin allora si alzò da dove si trovava e andò a sedersi su un tronco tagliato di fresco, dall'altra parte della strada. Poco dopo, ecco giungere due tipacci armati di coltello che gli chiesero a bruciapelo: "Non hai visto passare un uomo di corsa?"
Senza fare una piega, Nasrudin rispose con queste parole: "Da quando sono seduto qui, voi siete i primi che vedo passare."
"Entra pure in casa" - gli disse Nasrudin indicandola col dito -
Senza farselo dire due volte, l'uomo varca la soglia ed entra.
Nasrudin allora si alzò da dove si trovava e andò a sedersi su un tronco tagliato di fresco, dall'altra parte della strada. Poco dopo, ecco giungere due tipacci armati di coltello che gli chiesero a bruciapelo: "Non hai visto passare un uomo di corsa?"
Senza fare una piega, Nasrudin rispose con queste parole: "Da quando sono seduto qui, voi siete i primi che vedo passare."
mercoledì 13 luglio 2011
Nasrudin e la giovane moglie dell'amico
Un caro amico d'infanzia di Nasrudin un giorno andò a trovarlo e gli chiese un parere sopra un problema che lo angustiava.
"Sono vedovo da due anni" - cominciò - "e vorrei risposarmi. Ho conosciuto una ragazza giovanissima che ricambia il mio amore, ma come vedi, sono avanti negli anni e la mia barba è candida come la neve. Non avrei mai il coraggio di farmi vedere a passeggio con una moglie che potrebbe essere mia figlia. Tutti riderebbero di me. Tu che mi consigli di fare?"
Nasrudin rimase un attimo pensieroso, poi disse queste parole:
"Fai così: vestiti elegantemente, compra un asino, mettigli una sella e delle redini d'argento, ma abbi cura di sellarlo al contrario. Saltagli in groppa, prendigli la coda con due mani e per tre giorni vacci a zonzo in città, come se niente fosse."
L'amico dalla barba bianca come la neve seguì le indicazioni di Nasrudin. Il primo giorno, tutti quelli che lo videro, scoppiarono a ridere indicandolo col dito. Il secondo giorno risero solo quelli che non lo avevano visto il giorno prima. Il terzo giono non rise più nessuno.
Il quarto giorno, l'uomo dalla barba bianca come la neve sposò la ragazza.
"Sono vedovo da due anni" - cominciò - "e vorrei risposarmi. Ho conosciuto una ragazza giovanissima che ricambia il mio amore, ma come vedi, sono avanti negli anni e la mia barba è candida come la neve. Non avrei mai il coraggio di farmi vedere a passeggio con una moglie che potrebbe essere mia figlia. Tutti riderebbero di me. Tu che mi consigli di fare?"
Nasrudin rimase un attimo pensieroso, poi disse queste parole:
"Fai così: vestiti elegantemente, compra un asino, mettigli una sella e delle redini d'argento, ma abbi cura di sellarlo al contrario. Saltagli in groppa, prendigli la coda con due mani e per tre giorni vacci a zonzo in città, come se niente fosse."
L'amico dalla barba bianca come la neve seguì le indicazioni di Nasrudin. Il primo giorno, tutti quelli che lo videro, scoppiarono a ridere indicandolo col dito. Il secondo giorno risero solo quelli che non lo avevano visto il giorno prima. Il terzo giono non rise più nessuno.
Il quarto giorno, l'uomo dalla barba bianca come la neve sposò la ragazza.
lunedì 11 luglio 2011
Il mantello di Nasrudin
In una fredda notte invernale, due ubriachi si mettono a litigare sotto la finestra di Nasrudin. Questi allora si alza, si mette un mantello e scende giù per farli tacere. Non appena appare in strada, uno dei due gli si avvicina, gli strappa di dosso il mantello e scappa via di corsa. L'altro, prontamente, si dà alla fuga nella direzione opposta. A Nasrudin non rimane altro che tornarsene a casa infreddolito. Mentre si rimette a letto sua moglie gli chiede:
"Per cosa litigavano quei due là fuori?"
"Mi sa che era per il mio mantello" - risponde Nasrudin - "perchè appena se lo sono preso, hanno smesso di azzuffarsi."
"Per cosa litigavano quei due là fuori?"
"Mi sa che era per il mio mantello" - risponde Nasrudin - "perchè appena se lo sono preso, hanno smesso di azzuffarsi."
sabato 9 luglio 2011
Nasrudin e le uova
Nasrudin stava facendo rientrare le galline nel pollaio quando un soldato gli chiede se ha da vendergli una dozzina di uova.
"Certo"- gli risponde Nasrudin - "il prezzo è di venti denari."
"Venti denari" - fa il soldato - "ma se il tuo vicino, qui di fianco, ne chiede quindici."
"Allora prendile da lui" - taglia corto Nasrudin -
"Sfortunatamente non ne ha più" - si giustifica l'uomo -
"Ma tu guarda che coincidenza" - replica Nasrudin - "sai che anche io le faccio pagare quindici quando le ho finite?"
"Certo"- gli risponde Nasrudin - "il prezzo è di venti denari."
"Venti denari" - fa il soldato - "ma se il tuo vicino, qui di fianco, ne chiede quindici."
"Allora prendile da lui" - taglia corto Nasrudin -
"Sfortunatamente non ne ha più" - si giustifica l'uomo -
"Ma tu guarda che coincidenza" - replica Nasrudin - "sai che anche io le faccio pagare quindici quando le ho finite?"
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