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lunedì 19 giugno 2023
David Gilmour 🎵 Sonnet 18
mercoledì 31 agosto 2022
Cartolina da Bruxelles
Stamattina sono andato a un convegno sulla poesia di Houellebecq che si teneva in un centro culturale. Alla fine, dopo un buffet a base di taboulé ci hanno fatto dono di una sua raccolta di poesie edita da Librio che non conoscevo: "La poursuite du bonheur". Spaginandola, mi sono fermato su questo testo che ricorda un po' il clima in Huis Clos di Sartre e un po' Bukowski:
Tu parlait, sexualité, relations humaines. Parlais-tu vraiment, en fait? Un brouhaha nous environnait; les mots semblaient sortir de ta bouche. Le train pénétrait dans un tunnel. Avec un léger grésillement, un léger retard, les lampes du compartiment s'allumérent. Je détestais ta juppe plissée, ton maquillage. Tu étais ennuyeuse comme la vie.
Parlavi, sessualità, relazioni umane. Parlavi veramente, in realtà? Un baccano ci circondava; le parole sembravano uscire dalla tua bocca. Il treno si infilava in un tunnel. Con un leggero crepitio, un leggero ritardo, le lampade dello scompartimento si accesero. Detestavo la tua gonna plissettata, il tuo trucco. Eri noiosa come la vita.
(trad. personale)
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Edward Hopper |
giovedì 10 dicembre 2015
I Have Dreamed Of You So Much
3min, Animation 2D Based on the poem of Robert Desnos "J'ai tant rêvé de toi" 'I have dreamed of you so much that you are no longer real.(...)'
A film about The Horizon and his impossible love...
Director: Emma Vakarelova
Scriptwriter: Kalina Svezhin
Sound: Yan Volsy
Voice: Jaques Gamblin
Editing: Thomas Belair
Producer: Tant Mieux Prod (2014)
Broadcast on France 3
J'ai tant rêvé de toi que tu perds ta réalité. Est-il encore temps d'atteindre ce corps vivant Et de baiser sur cette bouche la naissance De la voix qui m'est chère? J'ai tant rêvé de toi que mes bras habitués En étreignant ton ombre A se croiser sur ma poitrine ne se plieraient pas Au contour de ton corps, peut-être. Et que, devant l'apparence réelle de ce qui me hante Et me gouverne depuis des jours et des années, Je deviendrais une ombre sans doute. O balances sentimentales. J'ai tant rêvé de toi qu'il n'est plus temps Sans doute que je m'éveille. Je dors debout, le corps exposé A toutes les apparences de la vie Et de l'amour et toi, la seule qui compte aujourd'hui pour moi, Je pourrais moins toucher ton front Et tes lèvres que les premières lèvres et le premier front venu. J'ai tant rêvé de toi, tant marché, parlé, Couché avec ton fantôme Qu'il ne me reste plus peut-être, Et pourtant, qu'a être fantôme Parmi les fantômes et plus ombre Cent fois que l'ombre qui se promène Et se promènera allègrement Sur le cadran solaire de ta vie.
Robert Desnos, "Corps et biens".
mercoledì 3 giugno 2015
Ultima cartolina da Bruxelles
mercoledì 29 ottobre 2014
venerdì 11 luglio 2014
All The Way :: a Charles Bukowski poem
Directed, filmed and edited by Willem Martinot
Based on the poem "Roll The Dice" by Charles Bukowski
martedì 21 gennaio 2014
domenica 5 gennaio 2014
Edith Bergfors
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http://www.edithbergfors.com/ LO SPECCHIO di Wislawa Szymborska. Si, mi ricordo quella parete nella nostra città rasa al suolo. Si ergeva fin quasi al sesto piano. Al quarto c'era uno specchio, uno specchio assurdo perché intatto, saldamente fissato. Non rifletteva più nessuna faccia, nessuna mano a riavviare chiome, nessuna porta dirimpetto, nulla cui possa darsi il nome “luogo”. Era come durante le vacanze- vi si rispecchiava il cielo vivo, nubi in corsa nell'aria impetuosa, polvere di macerie lavata dalla pioggia lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all'alba. E cosi come ogni oggetto fatto bene, funzionava in modo inappuntabile, con professionale assenza di stupore |
martedì 7 maggio 2013
SHORT FILM ~ The Mysterious Arrival of an Unusual Letter
It had been a long day at the office and a long ride back to the small apartment where I lived. When I got there I flicked on the light and saw on the table an envelope with my name on it. Where was the clock? Where was the calendar? The handwriting was my father’s, but he had been dead for forty years. As one might, I began to think that maybe, just maybe, he was alive, living a secret life somewhere nearby. How else to explain the envelope? To steady myself, I sat down, opened it, and pulled out the letter. “Dear Son,” was the way it began. “Dear Son” and then nothing.
a film by Scott Wenner
based on a poem by Mark Strand
giovedì 20 dicembre 2012
Charles Bukowski ~ Air and light and time and space
has always been in the
way
but now
I've sold my house, I've found this
place, a large studio, you should see the space and
the light.
for the first time in my life I'm going to have a place and
the time to
create."
no baby, if you're going to create
you're going to create whether you work
16 hours a day in a coal mine
or
you're going to create in a small room with 3 children
while you're on
welfare,
you're going to create with part of your mind and your
body blown
away,
you're going to create blind
crippled
demented,
you're going to create with a cat crawling up your
back while
the whole city trembles in earthquakes, bombardment,
flood and fire.
baby, air and light and time and space
have nothing to do with it
and don't create anything
except maybe a longer life to find
new excuses
for.
The transformation from poem to comic can be seen HERE
giovedì 16 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
Pablo Neruda ~ Libro delle Domande
XXXVI
Non sarà la morte infine
una cucina interminabile?
Che faranno le tue ossa disgregate,
cercheranno ancora la tua forma?
Si fonderà la tua distruzione
con altra voce e altra luce?
E i tuoi vermi faranno parte
di cani o di farfalle?
XXXVII
Dalle tue ceneri nasceranno
cecoslovacchi o tartarughe?
La tua bocca bacerà garofani
con altre labbra che verranno?
Ma sai tu da dove viene
la morte, dall'alto o dal basso?
Dai microbi o dai muri,
dalle guerre o dall'inverno?
Pablo Neruda, Libro de las preguntas, 36-37
(Traduzione personale)
domenica 5 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
Roberto Fernàndez Retamar ~ El Otro
L'ALTRO
Noialtri, i sopravvissuti,
A chi dobbiamo la sopravvivenza?
Chi è morto per me all'ergastolo,
Chi ha ricevuto la pallottola mia,
Quella destinata a me, nel suo cuore?
Sopra quale morto sono ancora vivo
Con le sue ossa che rimangono nelle mie,
Gli occhi che gli strapparono e ora vedono
Con lo sguardo del mio volto,
E la mano che non è la sua mano
Che non è più neanche la mia,
Che scrive adesso parole convulse
Dove lui non è, qui nella sopravvivenza?
(Traduzione personale)
domenica 22 gennaio 2012
La caduta di Icaro in un dipinto di Bruegel e in una poesia scritta e letta da W.H.Auden
Pieter Bruegel, La caduta di Icaro, Particolare
MUSEO DI BELLE ARTI
Sulla sofferenza non avevano mai torto,
gli antichi maestri: come capivano bene
l'atteggiamento umano; come gli eventi si svolgono
mentre qualcun altro continua a mangiare, o apre
una finestra, o cammina annoiato;
E mentre i vecchi attendono rispettosi e partecipi
la nascita miracolosa, ci sono sempre dei bambini
a cui non importa affatto che essa avvenga
e pattinano su uno stagno al limite del bosco.
Non dimenticavano mai gli antichi maestri
che il terribile martirio deve avere il suo corso
in qualche angolo sperduto, in qualche posto squallido
dove i cani continuano a vivere da cani
e il cavallo del torturatore si gratta il didietro
contro un albero.
Nell'Icaro di Bruegel per esempio, ogni cosa si svolge
del tutto estranea al disastro: il contadino può
avere udito il tonfo, il grido desolato, ma per lui
non era un evento importante. Il sole splendeva,
com'era giusto che facesse, sulle gambe bianche
che stavano scomparendo nel verde dell'acqua.
Mentre la nave lussuosa e snella che doveva aver visto
qualcosa d'insolito, un ragazzo che piombava giù
dal cielo, era intenta a raggiungere qualche posto
continuando imperterrita la rotta.
(Traduzione Personale)
venerdì 6 gennaio 2012
Ultima cartolina da Barcellona
mia madre, nell'ambulatorio
sentì che all'improvviso
le scricchiolavano le anche,
a mia sorella la clavicola,
a mia nipote la tibia,
alla povera cugina il polso.
Seguirono le mie quattro zie
ed entrambe le mie nonne
con le costole e i denti sgretolati
fra le rispettive sorprese.
Tutte quante, in quello strano giorno,
si spartirono osso dopo osso
lo scheletro
che io non mi rompevo.
Troverò mai le parole per ringraziarle?
Erika Martìnez - Genealogìa
(Traduzione personale dallo spagnolo)
giovedì 5 gennaio 2012
Cartolina da Barcellona 3
Tendo l'arco.
Nell'istante preciso del tiro mi sveglio.
Chiamano alla porta.
A tre mele da qui
la freccia centra il sogno di qualcuno
che ancora dorme.
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5.
Uno scarabeo fa rotolare una sfera
un'ape edifica degli esagoni
un ragno tesse una tela
trapezoidale.
Così, studiando la trigonometria
m'addormento.
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8.
Decido di andarmene
in piscina.
Osservo che nell'acqua
una formica si sta affogando,
con una foglia d'albero la salvo.
Faccio il bagno, esco, mi metto le ciabatte,
pisto una formica
senza rendermene conto.
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UNA TEOGONIA
Dio era piccolino come un microbo,
passava impercettibile tra le cattedrali,
le orazioni gli rimbombavano nei timpani,
l'amore d'un solo cuore non bastava ad amarlo.
I teologi che hanno tentato di ricostruirne la storia dicono che
venne al mondo sotto forma d'un insetto e si estinse
in una goccia di sangue. La sua rappresentazione più arcaica
secondo gli specialisti è un comune punto e la scultura
che più fedelmente lo rappresenta è un granello di sabbia.
La fede lo acceca, preferisce i sentimenti tenui
come l'affetto. Non parla nè pensa (sussurrando) brilla.
Patricia Esteban - El rescate invisible
(Traduzione personale dallo spagnolo)
mercoledì 4 gennaio 2012
Cartolina da Barcellona 2
nasce spingendo fino al giorno stabilito
e attraverso la ferita materna
viene alla luce.
E per tutta la vita
la pressione sanguigna
lo spinge affinchè corra
e non arrivi tardi,
perchè si sbrighi
a raggiungere quanto prima
il tempo assegnato.
E soffocamento dopo soffocamento,
lacerazione dopo lacerazione,
impaziente fino all'ultima impazienza,
attraversa se stesso, diretto
verso l'assordante notte dell'aldilà.
Perchè è tanto impaziente?
E chi,
ancor più impaziente di lui,
lo sta chiamando?
Blaga Dimitrova - Impazienza
(Traduzione personale dallo spagnolo)
martedì 3 gennaio 2012
Cartolina da Barcellona 1
eppure quest'anno
maggio-giugno è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all'inferriata,
mille rose, mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi,
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori -colori ali- tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l'acqua col suo vecchio annaffiatoio,
di nuovo bella, serena, con una convinzione indefinibile.
E il giardino, la nascose fino alle spalle,
l'abbracciò, la conquistò tutta,
la sollevò tra le braccia.
E allora a mezzogiorno in punto
vedemmo il giardino e la donna con l'annaffiatoio
ascendere fino al cielo
e mentre guardavamo in alto,
alcune gocce dell'annaffiatoio,
ci caddero dolcemente sulle guance,
sul mento, sulle labbra.
Ghiannis Ritsos - Rinascita - 3 giugno 1969