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lunedì 19 giugno 2023

David Gilmour 🎵 Sonnet 18


 

Guitarist and singer David Gilmour of Pink Floyd recorded a musical interpretation of William Shakespeare’s “Sonnet 18” at his home studio aboard the historic, 90-foot houseboat the Astoria. This video of Gilmour singing the sonnet was released as an extra on the 2002 DVD David Gilmour in Concert, but the song itself is connected with When Love Speaks, a 2002 benefit album for London’s Royal Academy for the Dramatic Arts.


 

 «Shall I compare thee to a summer's day? 
Thou art more lovely and more temperate. 
Rough winds do shake the darling buds of May, 
And summer's lease hath all too short a date. 

Sometime too hot the eye of heaven shines, 
And often is his gold complexion dimmed, 
And every fair from fair sometime declines, 
By chance or nature's changing course untrimmed; 

But thy eternal summer shall not fade, 
Nor lose possession of that fair thou owest; 
Nor shall Death brag thou wander'st in his shade, 
When in eternal lines to time thou grow'st: 

So long as men can breathe or eyes can see, 
So long lives this and this gives life to thee.» 



«Dovrei paragonarti a un giorno d'estate? 
Tu sei più amabile e mite. 
Impetuosi venti sferzano le tenere gemme di Maggio, 
E il tempo dell'estate ha troppo presto una fine. 

Troppo cocente splende a volte l'occhio del cielo, 
E spesso la sua carnagione dorata scurisce; 
E ogni cosa bella si allontana dalla bellezza, 
Guastata dal caso o dal mutevole corso della natura.
 
Ma la tua estate eterna non verrà mai meno, 
Né sarà privata della bellezza che possiedi, 
Né la morte si vanterà che tu cammini nella sua ombra, 
Se vivrai nel tempo futuro grazie a dei versi eterni: 

Finché uomo respiri od occhio veda, 
Queste parole vivranno e ti daranno vita.»
(trad. personale)

mercoledì 31 agosto 2022

Cartolina da Bruxelles

Stamattina sono andato a un convegno sulla poesia di Houellebecq che si teneva in un centro culturale. Alla fine, dopo un buffet a base di taboulé ci hanno fatto dono di una sua raccolta di poesie edita da Librio che non conoscevo: "La poursuite du bonheur". Spaginandola, mi sono fermato su questo testo che ricorda un po' il clima in Huis Clos di Sartre e un po' Bukowski:


Tu parlait, sexualité, relations humaines. Parlais-tu vraiment, en fait? Un brouhaha nous environnait; les mots semblaient sortir de ta bouche. Le train pénétrait dans un tunnel. Avec un léger grésillement, un léger retard, les lampes du compartiment s'allumérent. Je détestais ta juppe plissée, ton maquillage. Tu étais ennuyeuse comme la vie.


Parlavi, sessualità, relazioni umane. Parlavi veramente, in realtà? Un baccano ci circondava; le parole sembravano uscire dalla tua bocca. Il treno si infilava in un tunnel. Con un leggero crepitio, un leggero ritardo, le lampade dello scompartimento si accesero. Detestavo la tua gonna plissettata, il tuo trucco. Eri noiosa come la vita.

(trad. personale)


Edward Hopper


giovedì 10 dicembre 2015

I Have Dreamed Of You So Much




3min, Animation 2D Based on the poem of Robert Desnos "J'ai tant rêvé de toi" 'I have dreamed of you so much that you are no longer real.(...)' 
A film about The Horizon and his impossible love... 
Director: Emma Vakarelova 
Scriptwriter: Kalina Svezhin 
Sound: Yan Volsy 
Voice: Jaques Gamblin 
Editing: Thomas Belair 
Producer: Tant Mieux Prod (2014) 
Broadcast on France 3
J'ai tant rêvé de toi que tu perds ta réalité. Est-il encore temps d'atteindre ce corps vivant Et de baiser sur cette bouche la naissance De la voix qui m'est chère? J'ai tant rêvé de toi que mes bras habitués En étreignant ton ombre A se croiser sur ma poitrine ne se plieraient pas Au contour de ton corps, peut-être. Et que, devant l'apparence réelle de ce qui me hante Et me gouverne depuis des jours et des années, Je deviendrais une ombre sans doute. O balances sentimentales. J'ai tant rêvé de toi qu'il n'est plus temps Sans doute que je m'éveille. Je dors debout, le corps exposé A toutes les apparences de la vie Et de l'amour et toi, la seule qui compte aujourd'hui pour moi, Je pourrais moins toucher ton front Et tes lèvres que les premières lèvres et le premier front venu. J'ai tant rêvé de toi, tant marché, parlé, Couché avec ton fantôme Qu'il ne me reste plus peut-être, Et pourtant, qu'a être fantôme Parmi les fantômes et plus ombre Cent fois que l'ombre qui se promène Et se promènera allègrement Sur le cadran solaire de ta vie. 
Robert Desnos, "Corps et biens".

mercoledì 3 giugno 2015

Ultima cartolina da Bruxelles

Stamattina, mentre osservavo alcuni oggetti nel negozio di una Charity, ho sentito un rumore alle spalle: avevo inavvertitamente urtato qualcosa facendolo cadere. Si trattava di un libro verde di non molte pagine. Rimettendolo a posto ho notato che il titolo era in italiano o, per essere più precisi, anche in italiano, dato che il volume sembrava bilingue. Conteneva venti poesie scritte in uno stile asciutto, crudo, che mi hanno ricordato un po' Sylvia Plath e un po' Anne Sexton. L'autore si chiama Fabrizio Bajec e scrive inizialmente i testi in una lingua per poi tradurli nell'altra così da sentirli ancora più personali.



IX
Trasportavi i polmoni e il cuore
stamane in corsia, ti dicevo
a questo somigliano
le buste che il marito regge
per darti ricarica. Allora partivi
come una rana sensibile agli aghi.
Sembravi guarita e in forze
per lasciare il lazzaretto.
Volevi provare a tutti i malati
che eri la prima a scampare,
e il saluto portavi a ognuno
al suo giaciglio intricato.
Eri un palombaro, che lento
cammina sul fondo del mare
e vede in avanti, mai dietro,
la flora e la fauna cambiare.

XII
Siamo quattro statuine
posate in soggiorno,
quattro idoli asiatici
di fronte al destino.
Moglie e marito
legati per il braccio,
la terza arrabbiata,
coi pugni in alto,
la quarta è seduta
e contempla qualcosa.
Nulla si può dire ancora
delle due vicine
e di quelle lontane.
tutte prese e costrette
sul ripiano famigliare.
I due coniugi mortali,
impietriti, il lottatore
riassume la sua ira
con i colpi della lotta,
il pensatore quando guarda,
perde tutto.
E il mondo si arreda
con simili gruppi.

mercoledì 29 ottobre 2014

Stickboy



Stickboy, An Opera in Three Acts
Music composed by Neil Weisensel
Libretto by Shane Koyczan, based on his book, Stickboy

venerdì 11 luglio 2014

All The Way :: a Charles Bukowski poem



Directed, filmed and edited by Willem Martinot
Based on the poem "Roll The Dice" by Charles Bukowski

martedì 21 gennaio 2014

There is No End



Written and Directed by Paul Speirs 
Poem: Arkansas Good Friday by Franz Wright

domenica 5 gennaio 2014

Edith Bergfors








http://www.edithbergfors.com/


    LO SPECCHIO di Wislawa Szymborska.

    Si, mi ricordo quella parete
    nella nostra città rasa al suolo.
    Si ergeva fin quasi al sesto piano.

    Al quarto c'era uno specchio,
    uno specchio assurdo
    perché intatto, saldamente fissato.

    Non rifletteva più nessuna faccia,
    nessuna mano a riavviare chiome,
    nessuna porta dirimpetto,
    nulla cui possa darsi il nome
    “luogo”.

    Era come durante le vacanze-
    vi si rispecchiava il cielo vivo,
    nubi in corsa nell'aria impetuosa,
    polvere di macerie lavata dalla pioggia
    lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all'alba.

    E cosi come ogni oggetto fatto bene,
    funzionava in modo inappuntabile,
    con professionale assenza di stupore


martedì 7 maggio 2013

SHORT FILM ~ The Mysterious Arrival of an Unusual Letter




It had been a long day at the office and a long ride back to the small apartment where I lived. When I got there I flicked on the light and saw on the table an envelope with my name on it. Where was the clock? Where was the calendar? The handwriting was my father’s, but he had been dead for forty years. As one might, I began to think that maybe, just maybe, he was alive, living a secret life somewhere nearby. How else to explain the envelope? To steady myself, I sat down, opened it, and pulled out the letter. “Dear Son,” was the way it began. “Dear Son” and then nothing.

a film by Scott Wenner
based on a poem by Mark Strand

giovedì 20 dicembre 2012

Charles Bukowski ~ Air and light and time and space



"--you know, I've either had a family, a job, something
has always been in the
way
but now
I've sold my house, I've found this
place, a large studio, you should see the space and
the light.
for the first time in my life I'm going to have a place and
the time to
create."
no baby, if you're going to create
you're going to create whether you work
16 hours a day in a coal mine
or
you're going to create in a small room with 3 children
while you're on
welfare,
you're going to create with part of your mind and your
body blown
away,
you're going to create blind
crippled
demented,
you're going to create with a cat crawling up your
back while
the whole city trembles in earthquakes, bombardment,
flood and fire.
baby, air and light and time and space
have nothing to do with it
and don't create anything
except maybe a longer life to find
new excuses
for.



The transformation from poem to comic can be seen HERE

giovedì 16 febbraio 2012

Charles Bukowski ~ Death is smoking my cigars


martedì 7 febbraio 2012

Pablo Neruda ~ Libro delle Domande

                            

                                XXXVI

                                    Non sarà la morte infine
                      una cucina interminabile?
                      Che faranno le tue ossa disgregate,
                      cercheranno ancora la tua forma?
                      Si fonderà la tua distruzione
                      con altra voce e altra luce?
                      E i tuoi vermi faranno parte
                                   di cani o di farfalle?

                       XXXVII

                      Dalle tue ceneri nasceranno
                      cecoslovacchi o tartarughe?
                      La tua bocca bacerà garofani
                      con altre labbra che verranno?
                      Ma sai tu da dove viene
                      la morte, dall'alto o dal basso?
                      Dai microbi o dai muri,
                      dalle guerre o dall'inverno?

                      Pablo Neruda, Libro de las preguntas, 36-37
                                   (Traduzione personale)

domenica 5 febbraio 2012

Roberto Fernàndez Retamar ~ Testamento


venerdì 3 febbraio 2012

Roberto Fernàndez Retamar ~ El Otro

                                       
                                               
                                                               L'ALTRO
                             
                             Noialtri, i sopravvissuti,
                      A chi dobbiamo la sopravvivenza?
                       Chi è morto per me all'ergastolo,
                       Chi ha ricevuto la pallottola mia,
                   Quella destinata a me, nel suo cuore?
                    Sopra quale morto sono ancora vivo
               Con le sue ossa che rimangono nelle mie,
              Gli occhi che gli strapparono e ora vedono
                        Con lo sguardo del mio volto,
                      E la mano che non è la sua mano
                        Che non è più neanche la mia,
                    Che scrive adesso parole convulse
               Dove lui non è, qui nella sopravvivenza?
                             
                                (Traduzione personale)



domenica 22 gennaio 2012

La caduta di Icaro in un dipinto di Bruegel e in una poesia scritta e letta da W.H.Auden

                    Pieter Bruegel La caduta di Icaro, Musée des Beaux Arts, Bruxelles
                                    Pieter Bruegel, La caduta di Icaro, Particolare            




                                      




MUSEO DI BELLE ARTI


Sulla sofferenza non avevano mai torto,
gli antichi maestri: come capivano bene
l'atteggiamento umano; come gli eventi si svolgono
mentre qualcun altro continua a mangiare, o apre
una finestra, o cammina annoiato;
E mentre i vecchi attendono rispettosi e partecipi
la nascita miracolosa, ci sono sempre dei bambini
a cui non importa affatto che essa avvenga 
e pattinano su uno stagno al limite del bosco.
Non dimenticavano mai gli antichi maestri
che il terribile martirio deve avere il suo corso
in qualche angolo sperduto, in qualche posto squallido
dove i cani continuano a vivere da cani 
e il cavallo del torturatore si gratta il didietro
contro un albero.


Nell'Icaro di Bruegel per esempio, ogni cosa si svolge
del tutto estranea al disastro: il contadino può
avere udito il tonfo, il grido desolato, ma per lui
non era un evento importante. Il sole splendeva,
com'era giusto che facesse, sulle gambe bianche
che stavano scomparendo nel verde dell'acqua.
Mentre la nave lussuosa e snella che doveva aver visto
qualcosa d'insolito, un ragazzo che piombava giù
dal cielo, era intenta a raggiungere qualche posto
continuando imperterrita la rotta.

(Traduzione Personale)


venerdì 6 gennaio 2012

Ultima cartolina da Barcellona

Il giorno che hanno investito
mia madre, nell'ambulatorio
sentì che all'improvviso
le scricchiolavano le anche,
a mia sorella la clavicola,
a mia nipote la tibia,
alla povera cugina il polso.
Seguirono le mie quattro zie
ed entrambe le mie nonne
con le costole e i denti sgretolati
fra le rispettive sorprese.

Tutte quante, in quello strano giorno,
si spartirono osso dopo osso
lo scheletro
che io non mi rompevo.

Troverò mai le parole per ringraziarle?


Erika Martìnez - Genealogìa
(Traduzione personale dallo spagnolo)

giovedì 5 gennaio 2012

Cartolina da Barcellona 3

TIRONIRICO

Tendo l'arco.
Nell'istante preciso del tiro mi sveglio.
Chiamano alla porta.

A tre mele da qui
la freccia centra il sogno di qualcuno
che ancora dorme.

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5.

Uno scarabeo fa rotolare una sfera
un'ape edifica degli esagoni
un ragno tesse una tela
trapezoidale.
Così, studiando la trigonometria
m'addormento.

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8.

Decido di andarmene
in piscina.
Osservo che nell'acqua
una formica si sta affogando,
con una foglia d'albero la salvo.
Faccio il bagno, esco, mi metto le ciabatte,
pisto una formica
senza rendermene conto.

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UNA TEOGONIA

Dio era piccolino come un microbo,
passava impercettibile tra le cattedrali,
le orazioni gli rimbombavano nei timpani,
l'amore d'un solo cuore non bastava ad amarlo.
I teologi che hanno tentato di ricostruirne la storia dicono che
venne al mondo sotto forma d'un insetto e si estinse
in una goccia di sangue. La sua rappresentazione più arcaica
secondo gli specialisti è un comune punto e la scultura
che più fedelmente lo rappresenta è un granello di sabbia.
La fede lo acceca, preferisce i sentimenti tenui
come l'affetto. Non parla nè pensa (sussurrando) brilla.


Patricia Esteban - El rescate invisible
(Traduzione personale dallo spagnolo)

mercoledì 4 gennaio 2012

Cartolina da Barcellona 2

L'essere umano è impaziente,
nasce spingendo fino al giorno stabilito
e attraverso la ferita materna
viene alla luce.
E per tutta la vita
la pressione sanguigna
lo spinge affinchè corra
e non arrivi tardi,
perchè si sbrighi
a raggiungere quanto prima
il tempo assegnato.
E soffocamento dopo soffocamento,
lacerazione dopo lacerazione,
impaziente fino all'ultima impazienza,
attraversa se stesso, diretto
verso l'assordante notte dell'aldilà.

Perchè è tanto impaziente?
E chi,
ancor più impaziente di lui,
lo sta chiamando?


Blaga Dimitrova - Impazienza
(Traduzione personale dallo spagnolo)

martedì 3 gennaio 2012

Cartolina da Barcellona 1

Da anni più nessuno si è occupato del giardino
eppure quest'anno
maggio-giugno è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all'inferriata,
mille rose, mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi,
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori -colori ali- tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l'acqua col suo vecchio annaffiatoio,
di nuovo bella, serena, con una convinzione indefinibile.
E il giardino, la nascose fino alle spalle,
l'abbracciò, la conquistò tutta,
la sollevò tra le braccia.
E allora a mezzogiorno in punto
vedemmo il giardino e la donna con l'annaffiatoio
ascendere fino al cielo
e mentre guardavamo in alto,
alcune gocce dell'annaffiatoio,
ci caddero dolcemente sulle guance,
sul mento, sulle labbra.


Ghiannis Ritsos - Rinascita - 3 giugno 1969

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale~Merry Christmas~Feliz Navidad

                                                  Mariza ♫ Chuva (Fado)