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venerdì 31 dicembre 2021

Mario Benedetti :: El otro yo / L’altro io / The Other Self

 

El otro yo / L’altro io / The other self

Se trataba de un muchacho corriente: en los pantalones se le formaban rodilleras, leía historietas, hacía ruido cuando comía, se metía los dedos a la nariz, roncaba en la siesta, se llamaba Armando Corriente en todo menos en una cosa: tenía Otro Yo.

El Otro Yo usaba cierta poesía en la mirada, se enamoraba de las actrices, mentía cautelosamente, se emocionaba en los atardeceres. Al muchacho le preocupaba mucho su Otro Yo y le hacía sentirse incómodo frente a sus amigos. Por otra parte el Otro Yo era melancólico, y debido a ello, Armando no podía ser tan vulgar como era su deseo.

Una tarde Armando llegó cansado del trabajo, se quitó los zapatos, movió lentamente los dedos de los pies y encendió la radio. En la radio estaba Mozart, pero el muchacho se durmió. Cuando despertó el Otro Yo lloraba con desconsuelo. En el primer momento, el muchacho no supo qué hacer, pero después se rehizo e insultó concienzudamente al Otro Yo. Este no dijo nada, pero a la mañana siguiente se había suicidado.

Al principio la muerte del Otro Yo fue un rudo golpe para el pobre Armando, pero enseguida pensó que ahora sí podría ser enteramente vulgar. Ese pensamiento lo reconfortó.

Sólo llevaba cinco días de luto, cuando salió a la calle con el propósito de lucir su nueva y completa vulgaridad. Desde lejos vio que se acercaban sus amigos. Eso le lleno de felicidad e inmediatamente estalló en risotadas. Sin embargo, cuando pasaron junto a él, ellos no notaron su presencia. Para peor de males, el muchacho alcanzó a escuchar que comentaban: «Pobre Armando. Y pensar que parecía tan fuerte y saludable».

El muchacho no tuvo más remedio que dejar de reír y, al mismo tiempo, sintió a la altura del esternón un ahogo que se parecía bastante a la nostalgia. Pero no pudo sentir auténtica melancolía, porque toda la melancolía se la había llevado el Otro Yo.


 

Si trattava di un ragazzo comune: nei pantaloni gli si formavano le impronte delle ginocchia, leggeva fumetti, faceva rumore quando mangiava, si metteva le dita nel naso, russava durante il pisolino, si chiamava Armando Corriente, comune in tutto meno che in una cosa: aveva un Altro Io.

L’Altro Io usava una certa poesia nello sguardo, si innamorava delle attrici, mentiva con cautela, si emozionava al tramonto. Al ragazzo lo preoccupava molto il suo Altro Io e lo faceva sentire a disagio di fronte ai suoi amici. D’altra parte l’Altro Io era malinconico, e per questo Armando non poteva essere così volgare come era suo desiderio.

Una sera Armando arrivò stanco dal lavoro, si tolse le scarpe, mosse lentamente le dita dei piedi e accese la radio. Alla radio davano Mozart, ma il ragazzo si addormentò. Quando si svegliò l’Altro Io piangeva sconsolato. In un primo momento il ragazzo non seppe che fare, ma poi si riebbe e insultò coscienziosamente l’Altro Io. Questi non disse niente, ma il mattino dopo si era suicidato.

Inizialmente la morte dell’Altro Io fu un duro colpo per il povero Armando, ma poi pensò che ora sì avrebbe potuto essere interamente volgare. Questo pensiero lo confortò.

Era in lutto da soli cinque giorni quando uscì in strada col proposito di sfoggiare la sua nuova e completa volgarità. Vide da lontano che i suoi amici si stavano avvicinando. Questo lo riempì di felicità e immediatamente scoppiò a ridere rumorosamente. Tuttavia, quando gli passarono vicino,  i suoi amici non notarono la sua presenza. Ancora peggio, il ragazzo li sentì che commentavano: “Povero Armando. E pensare che sembrava così forte e in salute”.

Il ragazzo non trovò altro rimedio che smettere di ridere e nello stesso momento sentì all’altezza dello sterno un’angoscia che assomigliava alla nostalgia. Ma non poté sentire autentica malinconia perché tutta la malinconia se l’era portata via l’Altro Io.

(Traduzione di Laura Ferruta)


 

This is about an ordinary boy. A boy who wore ill-fitted pants, read stories, made noise while he ate, put fingers inside his nose and snored in his sleep. Armando was a normal boy in every manner, except one: he had the Other Self.

His Other Self had a poetical perspective, he was enamored by actresses, lied cautiously, and was moved by sunsets. The boy was bothered a lot by his Other Self and it made Armando very uncomfortable in front of his friends. Moreover, the Other Self was melancholic, and due to that, Armando could not be as normal as he wanted.

One evening, Armando returned exhausted from work. He took off his shoes, wiggled his toes slowly and turned on the radio. Mozart played on the radio but the boy dozed off. When he woke up, his Other Self was crying inconsolably. At first, the boy didn`t know what was happening, but eventually he pulled himself together and started insulting the Other Self anxiously. He did not say anything to Armando then, but the following day, the Other Self had committed suicide.

At first, the death of his Other Self was a harsh blow for poor Armando. But eventually, he thought that now he could be completely normal with everyone. This thought comforted him immensely.

He mourned for five days only. Then, one day, he went out into the streets with the idea of shining the light of his newfound and total normality upon people. From a distance he saw that his friends were approaching him. This filled him with happiness and he burst into laughter.

However, when they passed by him, they did not notice his presence. The worst part was that the boy went on to hear someone comment –“Poor Armando! And to think that he was so strong and healthy!”

The boy couldn`t stop laughing, and at the same time he felt a lump in his throat that seemed a lot like nostalgia.  But he couldn`t feel genuine melancholy because his Other Self had taken away all the melancholy with him.



Photo by Edward Honaker, more HERE




martedì 15 novembre 2016

Louise Bourgeois


lunedì 19 dicembre 2011

Josy Eisenberg

Secondo Josy Eisenberg il mondo è stato rivoluzionato da sei ebrei:

Mosè che ha detto che tutto è nel cielo
Salomone che tutto è nella testa
Gesù che tutto è nel cuore
Marx che tutto è nel ventre
Freud che tutto è nel sesso
e infine Einstein che ha detto che tutto è relativo.

sabato 29 ottobre 2011

Italo Calvino ~ L'avventura di due sposi


giovedì 16 giugno 2011

William Hazlitt (1778-1830)

Il principale svantaggio di saperne di più, e di vedere più lontano degli altri, in genere è di non essere compresi. La grande felicità della vita consiste nel non essere nè migliori nè peggiori della media di quelli che incontri. Se sei al di sotto, ti calpestano, se sei al di sopra degli altri, trovi subito che il loro livello è inaccetabilmente basso, perchè rimangono indifferenti davanti a ciò che t'interessa di più. A che serve essere virtuosi in un bordello o savi in un manicomio?

mercoledì 15 giugno 2011

L'Economia mondiale odierna spiegata alla Nasrudin

E' maggio sulle rive del Mar Mediterraneo. Piove e la piccola cittadina sembra completamente deserta. Sono tempi molto duri, tutti sono indebitati e vivono sul credito. Inaspettatamente un ricco turista arriva in città, entra nell'unico hotel disponibile, mette 100 Euro sul desk della reception e si reca a visionare le camere al piano superiore per sceglierne una. Il proprietario dell'albergo prende la banconota e corre a pagare il suo debito al macellaio. Il macellaio prende la banconota e corre a pagare il suo debito con l'allevatore di maiali. L'allevatore prende la banconota e corre a pagare il suo debito con il fornitore di mangimi. Il fornitore di mangimi corre a pagare la prostituta locale che in questi tempi duri gli ha fornito le sue grazie a credito. La prostituta corre a l'hotel e paga il proprietario per le stanze che ha affittato per portarci i clienti. Il proprietario dell'hotel rimette la banconota da 100 Euro sul bancone affinchè il ricco turista non sospetti nulla.
In quel momento il ricco turista ritorna alla reception: ha visionato le stanze, non le ha trovate di suo gradimento e così si riprende i suoi 100 Euro e lascia la città.
Nessuno ha guadagnato qualcosa, tuttavia ora l'intera città è senza debiti e guarda al futuro con molto ottimismo.
E' così che il mondo occidentale sta facendo business al giorno d'oggi.

Anonimo

sabato 11 giugno 2011

Notizie dall'Europa

Tutti devono sapere che si vivrà con meno garanzie, meno diritti e meno felicità delle generazioni precedenti.

Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea

lunedì 6 giugno 2011

Josif Brodskij

Sono nato e cresciuto nelle paludi baltiche, dove onde color zinco vengono a due a due; anche portando la conchiglia all'orecchio, non si distingue nessun suono, solo sbattere di persiane, di lenzuola, di mani, al massimo grida di gabbiani. In questi paesi piatti, quello che difende il cuore dal falso è che non ci si può nascondere in nessun luogo e si può essere visti già da molto lontano. Anche se per il suono lo spazio è un ostacolo, in compenso l'occhio non si lamenta per l'assenza di eco.

Poesie (1972-1985), Adelphi Edizioni, a cura di Giovanni Buttafava

lunedì 30 maggio 2011

Eutanasia

Sembra che Franz Kafka, sul letto di morte, ormai cianotico per la tisi, abbia pronunciato queste parole: "Dottore la prego, mi aiuti a morire. Altrimenti sarebbe un omicidio."

mercoledì 25 maggio 2011

Marina Cvetaeva

La figlia a cui hanno ucciso il padre
è orfana
La moglie a cui hanno ucciso il marito
è vedova
E la madre a cui hanno ucciso il figlio?

M.C.  Indizi terrestri, Frammenti

martedì 10 maggio 2011

Gibran

Ieri sera, sui gradini di marmo che conducono al Tempio, ho visto una donna seduta tra due uomini. Un lato del suo volto era pallido, l'altro avvampava.

martedì 3 maggio 2011

Pierre Légaré

Se dopo la morte hai espresso la richiesta di essere cremato, nel caso tu muoia congelato, saranno obbligati a farti prima bollire.

domenica 1 maggio 2011

Martin Page

Virgile non parlava con i vicini nè con i commercianti della sua strada; non aveva alcuna propensione per la vita di quartiere e le feste popolari. Non condivideva nulla con gli altri due milioni di abitanti. Loro lo ignoravano, ma la città era tutta per lui; si accontentava di tollerarli. I proprietari, i venditori, i notai, i promotori, i commessi non potevano fargli nulla: nessuno poteva espropriarlo nè espellerlo. Virgile aveva in tasca le chiavi della città. Era a casa sua sulle panchine dei viali, nei giardini, sui ponti e nei vecchi palazzi, in Place Léon e sulla punta dell'île Saint-Louis. Posava la mano sulla fontana Saint-Michel come se gli appartenesse.
Arrivando alla Gare Montparnasse, a diciotto anni, Virgile aveva deciso che Parigi sarebbe stata l'oggetto del suo amore, perchè doveva pur metterlo da qualche parte. Parigi non l'avrebbe lasciato. Parigi era sempre lì quando ne aveva bisogno. Parigi non esigeva di partire su un'isola paradisiaca, su spiagge trasudanti creme solari e sudore. A Parigi non importava se lui non lavava i piatti per una settimana, non si radeva, si vestiva male. Parigi lo amava.

mercoledì 27 aprile 2011

Ambrose Bierce (1842-1914)

Edibile (agg.):  

commestibile e salutare per la digestione,
come un verme per un rospo,
un rospo per un serpente,
un serpente per un maiale,
un maiale per un uomo,
e un uomo per un verme.

martedì 26 aprile 2011

Sul comportamento

Secondo Henri Laborit i tipi principali di comportamento sono 4:
1. Il primo è il comportamento di consumo, che assolve ai bisogni fondamentali, come ad esempio mangiare, bere o dormire.
2. Il secondo è un comportamento di gratificazione: quando si è sperimentata un'azione che genera piacere, si cerca di ripeterla.
3. Il terzo è un comportamento che reagisce a una punizione, sia con la fuga, che la evita, sia con la lotta, che annulla il soggetto dell'aggressione.
4. L'ultimo è un comportamento di inibizione: non ci si muove più, si attende in tensione e si arriva all'angoscia. L'angoscia è l'impossibilità di dominare una situazione.

venerdì 22 aprile 2011

Legge di Murphy? No, Sallustio

...poichè tutto ciò che muta, o muta in peggio o muta in meglio, per cui  se muta in peggio si guasta, mentre se muta in meglio era cattivo dall'inizo.

Sallustio, Sugli dèi e il mondo

martedì 19 aprile 2011

Cioran

Mentre è necessaria la sensibilità di uno scorticato, o una lunga tradizione di vizio, per associare al piacere la coscienza del piacere, il dolore e la coscienza del dolore s'identificano anche nell'imbecille.

E.M. Cioran

venerdì 15 aprile 2011

Eduardo Torres

I nani possiedono una specie di sesto senso che permette loro di riconoscersi a prima vista.

martedì 5 aprile 2011

Una vecchia parabola Zen

Un monaco portò due piante in vaso al suo Maestro.
"Lascialo cadere" ordinò il Maestro. Il monaco lasciò cadere un vaso.
"Lascialo cadere" tuonò di nuovo il Maestro. Il monaco lasciò andare anche il secondo vaso.
"Lascialo cadere" urlò a questo punto il Maestro.
 E il monaco balbettando: "Ma non ho niente da lasciar cadere".
Il Maestro annuì e disse: "E allora portalo via".