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sabato 3 gennaio 2026

Ultima cartolina da Parigi

Se ci sentissimo osservati da qualcuno che ci conosce, probabilmente saremmo tutti più generosi con un mendicante. Non sono i nostri pregiudizi a farci agire in un modo o nell'altro: ci obbligano, a pensarlo bene, i pregiudizi degli altri. Preferiamo soddisfare i loro pur di nascondere i nostri.


                                 Yungblud feat.The Smashing Pumpkins【🎧】Zombie

                                                (Released 4 hours ago)

mercoledì 31 dicembre 2025

Cartolina da Parigi

Leggendo l'articolo della Gabanelli sul Corriere ho sorriso. Era il 1982 o il 1983, credo. Mi trovavo alla posta di Sant-Tropez a ridosso delle feste natalizie. C'era fila ed era il mio turno. Dovevo spedire delle cose e mettere qualche firma. Mentre completavo l'operazione sento alle spalle un po' di trambusto e frasi tipo "Je vous en prie" o "Allez-y". Non gli do troppo peso, prendo su le mie carte e mi giro. La fila alle spalle si era aperta e davanti a me, pronta a prendere il mio posto c'era lei, Brigitte Bardot. Accenna un sorriso, che ricambio e mi sposto dallo sportello. La gente era in visibilio e la guardava con adorazione. Non altissima, in jeans, sorridente ma distaccata, vicina ai cinquanta. Ancora bella. Ricordo che fuori dall'ufficio postale c'era una Renault 4 Fourgonnette blu piena di cuccioli di setter maculati in bianco e nero. Ha sempre guidato quel modello d'auto, credo fino a novant'anni. Ah, la coincidenza che mi ha fatto tornare in mente questo ricordo? È morta il 28 dicembre, giorno del mio compleanno.



lunedì 29 dicembre 2025

Cartolina da Parigi

Perdo cose di continuo. Intendo le cose che si perdono da sole, quelle di cui me ne accorgo dopo tanto tempo, perché avevano smesso di interessarmi. Il difficile è rinunciare a cose necessarie nel presente che non rivedrò più. La loro sparizione è dolorosa. Una cosa perduta non è perduta se non sei parte in causa della perdita, se non ne sei emotivamente coinvolto. Se l'hai lasciata andare inconsapevolmente. Rivedendola, avverti una leggera nostalgia a cui fingi di credere.




venerdì 26 dicembre 2025

Cartolina da Bruxelles

Per sopravvivere, mi confidava C., bisogna imparare a dire dei piccoli "no", spesso e volentieri. Quelli che non ci riescono, alla fine saranno costretti a dire un "no" enorme, definitivo, per disperazione. Non solo. Saranno anche giudicati degli schizofrenici o dei depressi, perché è difficile tollerare un "no" devastante, mentre è facile sopportare dei "no" diluiti nel tempo. 


martedì 9 dicembre 2025

Ultima cartolina da Barcellona

Ieri, durante una marcia pro Pal per non dimenticare, un attivista mi ha allungato un foglio. Era un testo scritto da un poeta di nome Mosab Abu Toha. Diceva questo:         

Era il primo giorno dell'anno

quando Israele ha attaccato un quartiere del campo di Jabalya.

Hanno ucciso un leader di Hamas chiamato Nizar Rayyan.

È rimasto sepolto sotto le macerie 

con altri quindici della sua famiglia,

per lo più figli suoi, il più piccolo di due anni.

In tv ho visto un uomo tirare fuori un bimbo decapitato,

un altro senza un braccio e una gamba. Talmente piccolo

che non si capiva se era un bambino o una bambina.

L'odio ignora questi dettagli.


Le case non erano Hamas.

I bambini non erano Hamas.

I loro vestiti e i giocattoli non erano Hamas.

Il quartiere non era Hamas.

L'aria non era Hamas.

Il nostro udito non era Hamas.

I nostri occhi non erano Hamas.

Chi ha ordinato l'uccisione,

chi ha premuto il bottone pensava

solo a Hamas. 



venerdì 5 dicembre 2025

Cartolina da Barcellona

Niente si sottrae al comico, neanche la riflessione sul comico. Paradiso del comico è un mondo in cui gli uomini si identificano con i ruoli. Nobili che sono convinti di esserlo, intellettuali che si sentono delegati a pensare, genitori che costringono al dialogo i figli che aspirano al silenzio. L'assenza di distacco porta al cuore del comico. Tragico è l'individuo, comica la specie. La malinconia dei comici è una di quelle leggende di cui nessuno dubita, come la collera dei calmi. Ma nasce solo dal contrasto, che accentua illusoriamente la differenza. In realtà i comici non sono più disperati degli altri.

Giuseppe Pontiggia (Como 1934 - Milano 2003)


Photo: Nana del Riego

domenica 7 settembre 2025

Ultima cartolina da Parigi

Stamattina, mentre prendevo un tè vicino alla libreria Vrin, mi è capitato di sentire un discorso tra due studenti, sicuramente di filosofia. Il tono era questo: "Una metropoli che funziona è già irrespirabile. Una che non funziona lo è ancora di più. La soluzione? Una città che non esiste più, una non-città (une non-ville l'ha chiamata lui)". A quel punto l'amico con la chioma di stoppa fa: "Vedi, hai già rimpiazzato la parola metropoli con città. Bisogna continuare. Rimpiazziamo città con società, società con civiltà e civiltà con la parola essere."                                                        Chissà, forse stavano facendo una tesi su Robespierre. O forse Robespierre è il loro professore. Rimaniamo sul buon rock. Il conto per favore. 


 
                   Last Ashes【🎧】The Storm Will Fade, released two weeks ago

mercoledì 3 settembre 2025

Cartolina da Parigi

Una delle cose da fare a Parigi è andare a leggere in un bistrot del quartiere latino, tipo il Café de Flore o i Deux Magots, dove negli anni sessanta potevi incontrarci Sartre, Camus o Beckett. Il libro te lo porti, oppure lo trovi là. Ti siedi, prendi da bere e ti immergi nella lettura. Se ci vai ogni giorno e ci mangi pure, riesci anche a finirlo. Lasciaci un segnalibro, nessuno te lo sposterà. All'interno ne trovi altri due o tre, segno che altrettanti clienti di cui non sai il nome, torneranno a leggerlo. Sono complici invisibili che non conoscono il suono della tua voce. Si respira un'aria da poliziesco.                                                                                                                      Oggi ho preso "La cigale du huitième jour" di Mitsuyo Kakuta. Dopo aver passato un paio d'ore rannicchiato sulla sedia senza staccare gli occhi dal testo, quando mi sono alzato per riporlo ho notato che sul mio tavolo qualcuno aveva appoggiato un altro libro. Era "La Maison dans l'arbre" sempre di Mitsuyo Kakuta. Una coincidenza sbalorditiva, intrigante. Leggere rende irriverenti, naïf e un po' matti. Domani tornerò per saperne di più.


Foto di Ferdinando Scianna: "La lettrice"


domenica 31 agosto 2025

Cartolina da Bruxelles

Rue du Châtelain, mezzanotte, fine agosto, appartamento a piano terra, finestre aperte, luci basse all'interno, luce di un lampione fuori. Sérénade en ré majeur K-250 di Mozart.



martedì 10 giugno 2025

Ultima cartolina da Barcellona

En todas las cosas la perfecta uniformidad es un defecto. Es interesante dejar algo incompleto y por terminar; asì se tendrà la sensaciòn de que mediante esa imperfecciòn se prolonga la vida de los seres. 


In tutte le cose la perfetta corrispondenza è un difetto. È interessante lasciare qualcosa di incompleto e incompiuto; così si avrà la sensazione che grazie a questa imperfezione la vita degli esseri si prolunga.

Yoshida Kenkō  (1283-1350)

(trad. personale)


Kintsugi, l'arte giapponese di riparare con l'oro

 

sabato 7 giugno 2025

Cartolina da Barcellona




                                                    RAZÓN DE ANATOMÍA                                                         
                                   me he besado con poetas, pintores, cineastas                                                                 empleadas, jew princesses, rateros, hippies                                                                            ingenieros, tenores, guerrilleros                                                                              en mi boca todos los caminos de la vida                                                                             es tiempo / de ocuparme de mis pies


RAGIONE DELL'ANATOMIA

mi sono baciata con poeti, pittori, cineasti
impiegate, principesse ebree, borseggiatori, hippies
ingegneri, tenori, guerriglieri
 ogni cammino della vita passa dalla mia bocca
è tempo / di occuparmi dei miei piedi


LUISA FUTORANSKY 
(trad. personale)




 

Photography by Elena Getzieh (1984)

domenica 27 aprile 2025

Ultima cartolina da Nizza

Per alcuni giorni si è discusso di teatro, filosofia e letteratura, senza preoccuparci dello squilibrio tra le tesi bizzarre sostenute e la disinvoltura che mostravamo nei lati oscuri del discorso. Tanto per fare un esempio, il ragionamento più ardito è stato quando abbiamo preso in considerazione l'ipotesi che se soltanto Dio può correggere questo mondo, allora stiamo chiedendo a Dio di correggere se stesso.


Gianni Actis Barone, Mauro Macellari, Manuela Corti

mercoledì 23 aprile 2025

Cartolina da Nizza

Piacevole reunion con Gianni e Manuela che non vedevo da un paio d'anni. Ne è venuto fuori un delirio a tre degno di una pièce di Ionesco. Io sostenevo che siamo modellati dalla paura del caos e dal bisogno quotidiano di caos, Gianni si chiedeva se la porta dell'inferno non fosse la stessa porta della vita, dato che il momento sanguinoso in cui nasciamo non è altro che l'ingresso all'inferno. Manuela invece ci ha fatto notare che siamo divisi in due: da un lato la demenza, dall'altro il codice d'onore. Avremmo continuato a sproloquiare per ore se non fosse comparso dal nulla un gâteau opéra accompagnato da una bottiglia di sauternes che ci ha fatto cambiare discorso.


mercoledì 1 gennaio 2025

💞HAPPY 💞 NEW 💞 YEAR 💞


 

Mantieniti in salute tutti i giorni

Bevi un bicchiere d'acqua ogni mattina

Togliti le scarpe appena puoi

Considera un'idea filosofica più grande di quella che puoi permetterti

Evita di ammalarti di cancro

Affronta nuove sfide

Minaccia il cielo con un oggetto di metallo

E implora qualsiasi cosa accade dopo


martedì 31 dicembre 2024

Ultima cartolina da Barcellona

Lazzaro tornò a casa con rinnovata speranza. Mentre stava per entrare in camera da letto, notò a malapena la totale assenza dei suoi averi. Sbirciando tra la porta e lo stipite vide l'adorabile moglie, l'amore della sua vita, la vedova addolorata, tra le braccia del suo amico Joshua. Stavano infrangendo il Sesto Comandamento. Fornicavano con una passione insolita, una passione che lui non conosceva. Voleva piangere, ma i suoi occhi erano vuoti e le lacrime non scendevano. Andò allora in cortile per confidare i dolori a Erode, il suo fedele cane. Ma l'ingrato ringhiò furiosamente, minacciando di mordere la poca carne che ancora pendeva dalla sua triste umanità. Allontanandosi da casa, Lazzaro sapeva di non avere altra scelta che tornare sui suoi passi. Sulla via del ritorno, né le falene né il gufo lo degnarono di uno sguardo. La strada, che non conduceva a Roma, lo portò presto all'ingresso del cimitero. Si sedette su una lapide ricoperta di erba gialla e osservò gli scorpioni che cercavano di nascondersi tra le dita dei suoi piedi. In quella notte senza luna, desiderò davvero di non essere mai vissuto nell'era dei miracoli.



lunedì 30 dicembre 2024

Cartolina dal mare aperto

Vittoria ha la pelle bianchissima e la capigliatura folta. Alta, tonica, di fianchi larghi ma non troppo sensuale, perché il seno, per quanto modellato bene, non è prominente. Il viso, su cui spiccano dei grandi occhi azzurri, ha la forma di un ovale perfetto che si assottiglia verso il mento, un ovale su cui non stonano né gli zigomi né la mandibola, nascosti dalla bellezza della pelle, appena rosata sulle gote. Tutto questo la rende una donna attraente e desiderabile. Una parte di tale perfezione è opera della natura, ma il resto è opera sua e se la conquista ogni giorno, impedendo al sole di sfiorare un solo millimetro di epidermide, mangiando meno del suo appetito e indossando un rigoroso corsetto modellante che le assottiglia la vita. Sopporta con piacere questi piccoli sacrifici perchè la rendono splendente e, ovunque vada, gli sguardi si convertono in trionfo. Lavora in una residenza per anziani, un ambiente in maggioranza femminile, pieno di rivalità, ma non permette a nessuna collega, giovane o veterana, di pestarle i piedi. Vittoria fa il suo lavoro senza vocazione, di mala voglia, ma la sua è una residenza di livello, che dovrebbe privilegiare il contatto umano con gente che fa i conti con le miserie della fisiologia e dell'età. Affronta questi momenti con un misto di cinismo e indifferenza che tende ogni giorno di più all'ironia e al disprezzo. La maggioranza dei residenti si avvicina ai novanta e quei corpi flaccidi, rinsecchiti, anchilosati la esasperano. Ma sono soprattutto le macchie della pelle, la perdita di capelli e la peluria diradata a farle scattare qualcosa. Vittoria pensa allora al suo abbondante vello pubico, che profuma e pettina ogni giorno, come una seconda capigliatura, ma soprattutto pensa alla sua pelle bianca come il latte, compatta, senza un segno né una macchia dalla testa ai piedi. 

David Monteagudo, Hoy he dejado la fàbrica (trad. personale)




domenica 29 dicembre 2024

Cartolina da Eivissa

Due giorni fa mi ha chiamato tua madre. Ha iniziato con "come te la passi?" a cui è seguito un "tutto bene?" che mi hanno lasciata basita. Poi, piano piano, ha portato il discorso là dove voleva arrivare. Così ha cominciato a chiamarmi "puttana" e, ti assicuro, l'ha fatto con la bocca spalancata e sorridente. Quindi mi ha rinfacciato il soprabito che aveva preso al Corte Inglés, le ciabatte di seta e il piumino d'oca. Tutta roba che dovevo restituirle. Stavo per mettere giù quando il discorso è arrivato dove doveva arrivare: mi ha chiesto l'anello di tua nonna. Quello che mi avevi regalato per il fidanzamento, quello col diamantino. Proprio quello. La cosa mi ha talmente dato ai nervi che per paura di perderlo me lo sono messo in bocca e l'ho ingoiato. Si, giù per l'esofago. Così, a secco, senz'acqua.                                                                      Stamattina sono andata all'ufficio postale e le ho spedito un pacchetto. C'è dentro l'anello. Non temere, tua madre riuscirà a trovarlo. Sai bene quanto le piace rimestare nel passato.

Jordi Tello (trad. personale)





sabato 28 dicembre 2024

Cartolina dal mare aperto

Papà e mamma hanno divorziato sette volte, e per quanto molte delle cose che vi racconto non sono vere, questa è quella certa. I miei si sono conosciuti un anno prima che nascesse mio fratello Teodoro e, quando è nata mia sorella, avevano già divorziato in tre occasioni e si erano sposati quattro volte. Nella foto della mia prima comunione io sono vestito da marinaretto, loro in abito da cerimonia. Era la quinta volta che si risposavano.                                                                                                                                    Mia madre, che è sempre molto positiva e non vede mai nessun aspetto negativo, dice che questo caos matrimoniale e legale è servito a mio fratello Teodoro affinché studiasse legge. "E' giusto che qualcuno in casa sappia leggere le carte". Mia sorella ha studiato da infermiera perché mamma sosteneva sempre che in una famiglia dal curriculum sentimentale tanto complesso c'era bisogno di una persona che curasse le ferite.
Io, faccio lo scrittore perché, secondo lei, in una famiglia così originale, era giusto che qualcuno scrivesse la nostra storia. Ha ragione. Scrivere mi è servito per affrontare la realtà e, quando qualcosa non mi piaceva, per cambiarla. 

Jordi Tello (traduz. personale)




venerdì 27 dicembre 2024

Cartolina da Palma de Mallorca

Quella mattina Gesù si alzò più tardi del solito. Aveva sognato così distrattamente che non gli era rimasto che un vago ricordo. Cos'era stato? Un incubo? Piedi cavi che gli camminavano intorno, mani a forma di tazza, pelle che cadeva. Ma non sembrava preoccupato. Era una bella giornata. Che ne dite di un po' di caffè? Non vi dispiace se lo preparo io? Fate un giro sul mio asino, adoro quell'asino. Cavolo, vi adoro tutti. 


Painting by Jim Warren


giovedì 26 dicembre 2024

Cartolina da Barcellona

Dall'altra parte della sfera di cristallo c'è un mondo al contrario, dove i folli diventano saggi, le ossa spuntano da terra e ti suonano alla porta per il pranzo di natale. La sera puoi vedere il sole che sta sorgendo mentre a mezzanotte si va in spiaggia ad abbronzarsi. Gli innamorati piangono perché il loro amore ogni giorno regredisce di un giorno e presto l'infanzia toglierà loro ogni forma di piacere.                                          Naturalmente in un mondo del genere c'è molta tristezza che, inutile dirlo, è gioia. . .