domenica 25 marzo 2012

Diario Notturno 137

Inventarsi la felicità fino a provarla veramente è l'ultima strada che la mente percorre per mettere fine alle delusioni.
Non sto parlando di millantamento, in cui prevale la necessità di esibirsi, nè di virtualità, che resta un esercizio di simulazione. Parlo dell'illusione, dove l'attore abbandona i panni del carattere per mettere mano alla penna dell'autore. Infatti non si può pensare a una vita appagante se non ridisegnandola nei minimi dettagli, precisa al punto che finzione e convinzione diventano tutt'uno, così inseparabili da provare nostalgia anche per quello che non è mai avvenuto.