domenica 29 luglio 2018

Diario Notturno 411

Se fino a ieri l'arte della normalità consisteva nell'amministrare la propria disperazione con riservatezza, la grande conquista del millennio è di manifestarla pubblicamente nel modo che si desidera. Per definizione, la scelta del sociale rende tutti marginali, si è presenti senza esserci, come in un film senza attori o a una mostra senza quadri. Situati al di fuori del reale, gli uomini rinunciano alla vita e alla sorpresa di esistere per non riuscire a sottrarsi all'illusione delle apparenze. Pensatori improvvisati, invece che di idee si nutrono di immagini, di motti brillanti e notizie inventate fingendo sempre di celebrarsi a vicenda. Ma quanti tra loro, cresciuti lontano dai fatti, la cui infanzia è trascorsa esercitando la violenza per gioco, si pentiranno di aver svilito il Tempo, di averlo massacrato senza pietà?
La novità dell'individuo ubiquitario è la coerenza che lo precede: prova tanto piacere a danneggiare se stesso quanto ne proverà un giorno a danneggiare gli altri e questo lo colloca in qualche modo più in basso dell'animale, che ignora il significato del danno pur conoscendone la pratica.






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