domenica 15 ottobre 2017

Diario Notturno 378

Quando mento a me stesso è per pigrizia o debolezza. Tendo a dare maggior credito a quello che tiene lontano ansia e fatica. La mia non è una forma di autoinganno che procede dall'Io, non prendo in considerazione quello che è probabile o logico credere ma la situazione meno snervante da sopportare. È l'indole a decidere: vuole che mi isoli, che osservi l'uomo da lontano, che rinunci alla vita frenetica conservando tempo ed energie. Vuole che la realtà diventi un aspetto secondario dell'immaginazione.
Vuole che scriva.



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