lunedì 28 agosto 2017

Cartolina da Nizza (Diario Notturno 373)

Arte e cultura agiscono sull'uomo in maniera discreta, mai invadente, quasi mistica, nei teatri o nelle chiese, in un auditorium o nei musei, al buio di un cinema o nelle biblioteche. Per apprendere ci vogliono silenzio e rispetto e un perfetto adattamento dell'individuo alle esigenze dell'oggetto. C'è l'opera in primo piano che apre la mente e la guida, come capita davanti un paesaggio o passeggiando nella natura. 
Nella tecnica, invece, il senso di eternità manca; l'oggetto cambia di continuo, diventa presto obsoleto, perché non potendo innalzarsi a livello dell'individuo deve piegarsi ai suoi bisogni. Nessun modello sopravvive, neanche i migliori. Qui è l'uomo che guida l'opera, per cui non c'è conoscenza in senso stretto, ma ricerca di facilità e benessere che è la direzione opposta a quella della selezione naturale, dell'evoluzione della specie.


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