lunedì 1 maggio 2017

Diario Notturno 365

Stamattina ho osservato una malata di Alzheimer mentre si guardava allo specchio. Non so se si sentiva un oggetto o immaginava di essere me che ero in piedi dietro di lei. La consapevolezza o meno di chi fossi non mi è sembrata importante dato che con la sola presenza era in grado di farmi esistere. Quando medito o provo stupore per quello che ho intorno, anch'io mi assento, divento un vegetale, una sfinge senza enigma, smetto di riflettere e la coscienza del mondo perde di valore. Mi capita di continuo.
Vivo finché vengo percepito, ho pensato, non importa in quale maniera. La mia vita è un effetto della percezione altrui. È questo il vero umanesimo.


Pieter Brueghel the Elder ~ Dulle Griet (mad Meg or Dull Gret)

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