martedì 5 gennaio 2016

Cartolina da Barcellona (Diario Notturno 315)

Entro a Santa Maria del Pi mentre il prete pronuncia l'omelia per il funerale di uno sconosciuto. Mi siedo e lo ascolto. Nelle sue parole c'è qualcosa di stonato, un fervore gioioso, un'eccitazione che stride con l'orrore della morte e mi causa disagio. Penso che in certe occasioni, quando non si sa che dire, bisognerebbe rimanere in silenzio per prudenza, mentre se si ha la presunzione di saperlo, sarebbe meglio tacere per rispetto. Nel momento in cui intonano il De Profundis, sento il bisogno di uscire. Vado a piedi verso il mare considerando che gli dèi dell'Olimpo e quello del Vecchio Testamento avevano in comune qualcosa che si è smarrito: mostravano risentimento non appena venivano adorati da gente che non gli piaceva.


Basìlica de Santa Maria del Pi, Barcelona, Rose Window

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